Il Castello di Miradolo, situato a San Secondo di Pinerolo all’imbocco delle valli Chisone e Pellice, offre una vista panoramica impareggiabile ed emozionante sul Monviso. La sua struttura comprende una parte nobiliare e una rustica, che tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo hanno assunto l’aspetto attuale.
Le origini del complesso risalgono al XVII secolo, quando esisteva una “cassina” (vale a dire una cascina) di Miradolo con ampi terreni, vigne e frutteti. Successivamente, tra il XVIII e il XIX secolo, attorno a questa struttura sorsero il “palazzo” e il “giardino” di Miradolo.
Il Parco storico che circonda il Castello si estende per oltre sei ettari e riflette le scelte progettuali dei suoi creatori: nel Settecento, nella zona meridionale del Palazzo, erano presenti un giardino di delizie, un frutteto e una peschiera. Nell’Ottocento, il parco fu ampliato, seguendo il gusto dell’epoca, che si basava sui valori e sulle concezioni del Romanticismo
La Fondazione Cosso, attuale custode del Castello, ha intrapreso da anni importanti lavori di restauro per riportare la dimora e il suo parco all’antico splendore. Nel 2022, con il progetto “Il Parco del Castello di Miradolo. Storia di una rinascita”, la Fondazione ha ottenuto fondi del PNRR tramite un bando del Ministero della Cultura dedicato ai parchi e ai giardini storici, finanziato dall’Unione Europea e ha così potuto continuare il percorso di valorizzazione del luogo e degli spazi esterni.
Inoltre, nel 2021 è stato ripristinato l’orto del Castello, grazie alla visione di Paola Eynard e alla collaborazione con l’architetto Paolo Pejrone : l’orto, di forma circolare, si affaccia sulla corte rustica e completa l’originaria vocazione agricola del complesso, insieme a stalla, fienile, forno, pollaio e lavatoio.
In sintesi, il Castello di Miradolo rappresenta oggi un esempio mirabile di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico piemontese, grazie all’impegno della Fondazione Cosso, il cui dialogo culturale con il territorio e con la cittadinanza costituisce un impegno costante e crescente nonché un ponte significativo per le future generazioni.
Il Parco del Castello di Miradolo è un esempio significativo di giardino storico, nato alla fine del Settecento e ampliato nel corso dell’Ottocento secondo il gusto romantico dell’epoca. Il suo impianto originario prevedeva un giardino di delizie, un frutteto e una peschiera, elementi tipici dei parchi aristocratici del tempo. Il progetto si ispirava ai principi del giardino paesaggistico, cercando di integrare gli spazi verdi con la natura circostante attraverso percorsi studiati e una disposizione armoniosa delle piante.
Durante il XIX secolo, il parco venne ampliato e modificato per aderire ai canoni del giardino romantico all’inglese. Questo stile prevedeva una vegetazione meno geometrica e più naturale, con ampie zone ombreggiate, specchi d’acqua e una selezione di alberi ad alto fusto che creassero effetti scenografici e destassero emozioni capaci di esaltare il rapporto tra la grandezza e il sublime della Natura e l’Io dello spettatore.. L’intento era quello di trasformare il parco in un luogo di contemplazione e passeggio, enfatizzando il sentimento dell’infinito, del misterioso, dell’inconoscibile di fronte al quale l’uomo percepisce una dimensione sovrannaturale.
Nel corso del Novecento, il parco subì periodi di abbandono e trasformazioni, ma grazie agli interventi della Fondazione Cosso, è stato oggetto di un attento restauro. Gli interventi si sono concentrati sulla ricostruzione delle strutture vegetali originarie, sulla cura degli alberi secolari e sul recupero delle antiche funzioni del giardino, come l’orto e il frutteto.
Oggi, il Parco del Castello di Miradolo rappresenta un’importante testimonianza di progettazione paesaggistica storica, con un’ampia varietà botanica e un layout che mantiene il suo equilibrio tra natura e architettura. Grazie ai recenti restauri, il parco ha riacquistato il suo valore estetico e culturale, diventando uno spazio fruibile sia per la scoperta del patrimonio storico, sia per attività legate alla conservazione e alla valorizzazione dell’ambiente.